Parole per la consapevolezza
Diversi temi della programmazione prevista per il terzo anno di corso affrontano questioni complesse e delicate. Uno di questi è certamente l’energia. Gli allievi non stabiliscono soltanto un primo contatto con interessanti principi della fisica: prendono consapevolezza del valore strategico delle risorse per gli esseri umani e possono imparare a valutare il progresso tecnologico nei suoi aspetti positivi e negativi.
È infatti impossibile parlare di energia senza pensare a tutti gli aspetti che hanno reso il mondo “moderno”: comodità domestiche, spostamenti più veloci, diminuzione della fatica nel lavoro. Per contro, incidenti come quello di Chernobyl (1986) o di Fukushima (2011) hanno mostrato come le enormi potenzialità dell’energia nucleare si siano trasformate in minacce gravissime per l’intero pianeta. Riflettere sul tema del rischio è certamente un buon modo di sviluppare pensiero critico: proveremo a realizzare una mappa partendo da qui.

Il rischio come filo rosso
L’idea di rischio nucleare porta inevitabilmente il pensiero alla recente crisi internazionale legata alla situazione dell’Ucraina. In questo caso è certamente possibile ampliare la discussione e intercettare preoccupazioni legate alla distribuzione delle risorse energetiche e alla dipendenza di molte nazioni nell’approvvigionamento.
Cosa succede quando qualcuno decide di “chiudere il rubinetto” di un gasdotto? Qualche anno fa la rivista “National Geographic” ha diffuso una serie di documentari proprio sul tema della fine delle scorte energetiche. Il titolo è decisamente poco rassicurante: “L’alba del giorno dopo. Il mondo senza petrolio”. Che cosa succederà alla società e al sistema economico mondiale quando le risorse petrolifere saranno definitivamente esaurite? Ottimi spunti per approfondire durante le lezioni di Geografia, magari lavorando proprio sulla proiezione del film. Altro aspetto interessante legato alle discipline geografiche potrebbe essere quello della desertificazione: anche qui l’idea di rischio tocca il tema dello sfruttamento intensivo del territorio e del rispetto per il Pianeta.

Per ampliare la “cornice”
Per affrontare la questione da punti di vista disciplinari diversi potrebbe essere interessante commentare alcuni scritti del paesologo Franco Arminio o ascoltare canzoni della band “Eugenio in Via di Gioia”: certamente la musica può aiutare a individuare aspetti più ampi come quelli toccati in diversi album di questo o di altri gruppi, ma anche far ragionare su come i concerti e i grandi eventi abbiano un impatto spesso negativo sull’ambiente se organizzati in luoghi inappropriati.

Per completare il ragionamento sulla dimensione ambientale del tema al centro della nostra mappa, potrebbe essere interessante coinvolgere l’insegnante di Inglese che potrebbe inquadrare la questione delle “3R”.
L’idea di “rischio” può però prestarsi a collegamenti molto più ampi: per esempio approfondendo argomenti di statistica in Matematica e Scienze, ma anche coinvolgendo le Scienze Motorie rispetto alla prevenzione degli infortuni in ambito sportivo.
Per concludere, certamente si potrà coinvolgere la disciplina Arte e Immagine con l’importante principio della tutela del patrimonio: la lista UNESCO nasce proprio dalla consapevolezza di poter perdere tesori inestimabili per l’umanità a causa della scelleratezza della guerra. Emergenze di ieri e di oggi riannodano fili rossi e contribuiscono a creare nuove sensibilità.

Foto cover: Cagkan Sayin / Shutterstock
