Quando il problema è sotto gli occhi di tutti
In una classe prima tutto è nuovo: lo spazio, i compagni, i professori, le materie. C’è confusione, entusiasmo, voglia di scoprire. Ma c’è anche un problema concreto, tangibile, che i ragazzi vedono subito: le cartelline con i disegni che chiediamo loro di portare per archiviare e conservare i lavori occupano uno spazio enorme. Due cartelline per ogni studente – una per i disegni tecnici, una per i disegni artistici – si accumulano sui banchi, negli angoli, si rovinano, si perdono. Gli studenti non capiscono come ordinarle. I professori di Arte e Tecnologia non sanno dove metterle e, spesso, litigano con i collaboratori scolastici. Entrambi, però, sanno bene che da un problema comune possono nascere grandi soluzioni: il punto di partenza è perfetto per un esercizio di accoglienza di Design Thinking collaborativo.
Usare questa metodologia per il primo progetto dell’anno significa dire ai nuovi studenti: “La vostra capacità di osservare, immaginare e costruire è preziosa. Impariamo insieme a risolvere i problemi che ci circondano”. Si parte da un bisogno autentico, lo si affronta attraverso osservazione, ideazione collettiva e costruzione condivisa. Non è il docente che porta la soluzione. Sono gli studenti che la scoprono.
Come strutturare il Design Thinking in due settimane
Il Design Thinking ha una struttura: empatia → definizione → ideazione → ricerca → progettazione → realizzazione. In classe, con i tempi limitati, si sintetizza senza perdere il valore di ogni fase.

Settimana 1: Empatia, Definizione e Ideazione
Lezione 1 (Arte, 1 ora): Osservazione ispirativa
Entrambi i docenti introducono il tema mostrando immagini di organizer e portariviste reali: cestini per riviste, modulari con fori decorativi, raccoglitori con divisori, scaffali con tasche. Non sono esempi da copiare: sono spunti per stimolare lo sguardo.
Domande aperte: “Guardate questi organizer. Quale vi piace di più? Perché? Quali materiali vedete? Come potrebbe funzionare per le vostre cartelline? Cosa vorreste di diverso?”
Gli studenti osservano, commentano, emergono preferenze: alcuni amano la semplicità, altri vogliono qualcosa di più “decorato”. Alcuni notano i materiali (plastica, legno, metallo). Il docente di Tecnologia prende note su: funzionalità apprezzate, materiali osservati, difficoltà immaginati. Il docente di Arte nota: composizione, colori, come lo spazio viene usato.
Lezione 2 (Tecnologia, 1 ora): Definizione del problema e brainstorming
Il docente di Tecnologia sintetizza: “Abbiamo visto vari modi di organizzare le cose. Ora vi chiedo: come vogliamo che sia il nostro raccoglitore per le cartelline? Quali caratteristiche deve avere?”
Brainstorming. Gli studenti propongono: deve essere stabile, bello, facile da usare, che protegga i disegni, che si veda quello che contiene, che sia facile trovare un disegno, che sia colorato, che occupi poco spazio, che sia interessante a vedersi.
Il docente scrive tutto sulla lavagna. Poi stimola il dialogo facilitato: “Di queste cose, quali sono le più importanti? Votate: quale caratteristica non dovremmo mai perdere?”
Emerge un consenso: stabilità, protezione dei disegni, facilità di accesso, estetica. Questa diventa la sfida condivisa.

Settimana 1: Come lo facciamo?
Lezione 3 e 4 (Arte + Tecnologia, 2 ore): La caccia ai materiali
Prima della lezione, gli studenti hanno raccolto materiali di scarto a casa o dalla scuola: cartone, bottiglie, stoffa, carta, corde, lattine, legno di recupero. Li portano in classe.
Sul tavolo si dispongono tutti i materiali. Il docente di Tecnologia guida: “Guardate quello che abbiamo. Quali materiali potremmo usare per costruire il nostro raccoglitore? Quali sono forti, quali sono leggeri, quali sono belli?”
Gli studenti toccano, combinano, provano. “Questo cartone è robusto”, “La stoffa potrebbe fare da tasca”, “Il legno potrebbe essere il supporto”. Il docente di Arte suggerisce: “Quali materiali potremmo decorare? Come potremmo renderlo visivamente interessante?”
Emergono idee specifiche legate ai materiali disponibili. Non è astrazione: è scoperta pratica di cosa si può fare.
Settimana 2: Ricerca, Progettazione e Realizzazione
Lezione 4 (Tecnologia, 2 ore) : Progettazione collaborativa
Sulla lavagna si disegna insieme lo “scheletro” della struttura:
- Fianchi verticali o struttura portante in materiale resistente (ad esempio il cartone spesso)
- Divisori verticali o orizzontali (base delle “tasche” o degli elementi di separazione)
- Tasche in cartoncino, tessuto o carta (quello che gli studenti proporranno)
Calcoli collettivi: se la struttura deve essere alta 120 cm e ogni tasca è alta 25 cm, quante righe di tasche? Se ogni tasca è profonda 20 cm, quanto spazio avrà davanti? Chi decorerà le tasche?
Non è il docente che decide: gli studenti decidono insieme. Emergono discussioni: “Preferisco 4 file di tasche più grandi o 5 righe più piccole?” “Vogliamo che si vedano i disegni dentro o preferite un aspetto più ordinato?”. I ragazzi riproducono i disegni sulla lavagna sul loro quaderno per fissare le idee. ciascuno deve arrivare ad avere una “pagina delle istruzioni”.
Si divide il lavoro:
- Gruppo 1: Costruisce la struttura (taglio, rinforzi)
- Gruppo 2: Prepara i divisori
- Gruppo 3: Realizza le tasche o i contenitori (scelta materiale, rinforzi ai bordi)
- Gruppo 4: Decorazione
- Gruppo 5: Coordina assemblaggio e installazione
Lezioni 5 (Arte, 2 ore): Realizzazione collettiva
Gli studenti costruiscono. Sbagliano, aggiustano, imparano. I docenti guidano gli studenti con attrezzi e tecniche: come tagliare il cartone in sicurezza, come incollare correttamente, come creare rinforzi. Il docente di Arte cura l’aspetto estetico durante la decorazione degli scomparti.
Durante la costruzione emergono problemi reali: il cartone non regge il peso, una tasca si piega, l’incollatura non asciuga velocemente. Questo è il vero apprendimento: il problem-solving pratico. Gli studenti trovano soluzioni: “Usiamo due strati di cartone”, “Mettiamo una clip temporanea mentre asciuga”, “Aggiungiamo un rinforzo angolare”.
Installazione e riflessione
Il raccoglitore viene installato in classe. Tutti i disegni vengono ordinati. Funziona? È stabile? È bello? È inclusivo? La classe osserva il risultato.

Ogni studente scrive una breve riflessione:
- “Quale parte del processo ti è piaciuta di più?”
- “Quale problema hai incontrato e come lo hai risolto?”
- “Cosa hai imparato dai tuoi compagni?”
- “Se potessi rifare il progetto, cosa cambieresti?”
- “Come ti sei sentito nel contribuire a qualcosa che userà tutta la classe?”
Valutare in ingresso mentre si progetta
Questo approccio permette ai docenti di valutare in modo formativo le competenze in ingresso:
Motricità fine (Arte):
- Come maneggia carta, cartone, forbici?
- Riesce a decorare con precisione?
- Ha controllo del gesto?
Competenze tecniche (Tecnologia):
- Sa osservare e riconoscere i problemi?
- Sa misurare e calcolare lo spazio?
- Usa gli attrezzi in sicurezza?
Competenze sociali (entrambi i docenti):
- Ascolta le idee altrui?
- Contribuisce al brainstorming?
- Sa collaborare in un ruolo?
- Risolve conflitti costruttivamente?
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